“Concentrarsi solo sul passante Nord, senza vedere la Cispadana, vuol dire fare una miope operazione di programmazione economica. Non agganciarsi da Bologna alla cispadana, restando fuori dal cosiddetto Corridoio 5, cioè quel ganglio comunicativo che collega l’est europeo con l’ovest, vuol dire essere tagliati fuori dall’unica via di scambio merci rapido di respiro continentale. Per questo non dobbiamo perdere tempo e fare quanto prima due collegamenti diretti, una a est e uno a ovest di Bologna, per fare si che la città abbai un rilancio come vero polo logistico”. Questa sembra essere stata la parola d’ordine di Enzo Raisi per la conferenza stampa tenuta ieri , in occasione della visita del Ministro delle Politiche Comunitarie Ronchi. Un Raisi che ne ha per tutti, dalla miope programmazione economica delle giunte bolognesi di sinistra passate, all’incapacità di presentare su tavoli europei progetti in grado di avere i minimi requisiti richiesti per ottenere finanziamenti, dal gossip voyeuristico anti-berlusconiano, che tiene banco in questi giorni sulle pagine di Repubblica, a Guazzaloca che prima o poi dovrà gettare la maschera e mostrare come dietro di lui vi siano partiti politici a sostenerlo, nonostante dica il contrario. In questo Ronchi gli è stato d’eccezionale aiuto: ” Spesso ci si è lamentato ha ribadito il Ministro – di progetti che non hanno mai ottenuto l’approvazione delle commissioni europee. Peccato che quelle richieste non avessero la forma e la sostanza adatta per essere presentate. Il Governo Berlusconi, nella sua profonda coesione di valori e di intenti sta riuscendo a fare ciò che nessun’altro è mai riuscito a fare prima. Napoli, Lampedusa, la crisi abruzzese, il transito con il minimo danno nell’alveo della crisi economica, hanno mostrato come questo Governo abbia saputo tenere fronte alle emergenze, mostrarsi compatto e trovare validissime soluzioni. Non altrettanto ha saputo fare la sinistra, la quale ogni giorno che passa, mostra sempre più come l’unico collante della sua coalizione, in qualsiasi provincia e comune italiano, sia solo la perpetuazione di un potere che hanno tenuto anche ben al di là di quella che poteva e doveva essere la sua fine naturale.” Rasoiate tremende, che colpiscono la sinistra sin nel profondo. Se infatti in passato la sinistra ha avuto un modello di governo valido, come è stato per lungo tempo l’esempio bolognese, ora quello stesso modello è ampiamente morto e sepolto, quella cura andava bene 40 anni fa, non oggi. Raisi lo puntualizza a gran voce, come ormai sta facendo da un mese a questa parte nel corso della campagna elettorale, ma a ragione, poiché allo stato attuale dei fatti, sebbene non ci sia da mettersi le mani nei capelli per la situazione bolognese, tuttavia non si può nemmeno restare seduti a perdere tempo, “poiché – come spesso asserisce il candidato a Palazzo Malvezzi – il mondo cammina, anzi corre, rapido e non sta certamente ad aspettare il nostro lassismo e o i nostri tempi. Se Bologna non reagisce in fretta, potrebbe impiegare decenni a riprendersi da questa crisi.- Ronchi, come già altri ministri in visita di sostegni a Enzo Raisi, ha sottolineato come le possibilità di un grande trionfo a questa tornata elettorale sia quasi un certezza, visto che la sinistra in numerose realtà in cui è stata ed è egemone, si presenta divisa (Reggio Emilia e Marzabotto docent), La cosa si presenta stranamente a parti invertite a Bologna, anche se Raisi e lo stesso Ronchi hanno tenuto a precisare che Guazzaloca non è un elemento nato da una costola del PdL, ma un antagonista venuto dall’esterno. Un disegno politico questo che ha alle sue spalle un abile maestro di nome Casini, il quale ambisce a strappare, inutilmente, voti nel centro destra, ma che non è nato come molti cercano erroneamente di fare credere da una scissione o da una frattura all’interno della coalizione del Popolo delle Libertà.
Questo è quello che la Corte dei Conti ha scritto nella relazione relativa alla gestione dell'ICE del 2008 L’Istituto nel corso ... »