12 mar 2011

Ddl Statuto imprese: Commissione vara testo snello, da lunedì 14 in Aula

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Fumata bianca in commissione Attivita’ produttive della Camera su un nuovo testo del Ddl con lo Statuto delle imprese. Dopo uno stop di cinque mesi, la Commissione ha deciso di ‘snellire’ il testo per superare alcuni rilievi emersi in altre commissioni come la Bilancio e la Giustizia. Il provvedimento e’ all’ordine del giorno dell’Aula di Montecitorio la prossima settimana. In particolare, rispetto alla prima versione sono state tolte le norme in campo fallimentare, quelle sulla riforma fiscale e l’istituzione di una Agenzia nazionale per le piccole imprese; sono state inoltre rese piu’ soft le misure per contrastare i ritardi dei pagamenti della P.A. verso le imprese, eliminando la possibilita’ di queste ultime di compensare tra crediti e debiti. Tra le novita’ inserite durante l’esame in Commissione, spicca la previsione di una legge annuale per le micro e piccole imprese sulla scia dello Small Business Act europeo.

Piu’ in generale, il provvedimento definisce lo statuto delle imprese e dell’imprenditore; ne regola i rapporti con le istituzioni e la pubblica amministrazione, puntando ad una riduzione e ad una maggiore trasparenza degli adempimenti amministrativi e a contrastare i ritardi nei pagamenti (attraverso una delega). Prevista anche una disciplina degli appalti pubblici e misure ad hoc in materia di micro, piccole e medie imprese, tra cui oltre la legge annuale anche l’istituzione di una Commissione parlamentare per queste tipologie di impresa. “Sono soddisfatto perche’ – commenta il relatore, Enzo Raisi (Fli) – con una impostazione bipartisan i risultati arrivano. Inoltre – conclude il deputato – si tratta di una proposta di legge di iniziativa parlamentare”.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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06 mar 2011

Raisi al PDL: “Fate autogol”

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04 mar 2011

Cari amici del Cav, lasciate stare Niccolai

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Non sarei mai voluto intervenire nei dibattiti tra ex missini che toccano il tema dell’eredità politico culturale degli anni ’70 e ’80. Ho sempre mantenuto un atteggiamento di basso profilo sia per rispetto di chi non c’è più ma sopratutto perché lasciarsi andare al torcicollo e strumentalizzare il passato per giustificare le scelte di oggi non rientra tra le categorie del mio pensiero. Chi conosce la mia storia politica dentro il Msi e poi in An sa bene che sono sempre stato laico, liberale e come direbbe il mio amico Benedetto Della Vedova, un “calvinista” per quanto riguarda i rapporti tra etica e politica pur avendo una posizione libertaria rispetto alla vita privata dei cittadini. Avrei continuato a tacere se ieri al convegno della nuova associazione di reduci missini denominata Rivolta Ideale non fosse stato citato, e in qualche modo accostato a quel parterre, quello che io considero un mio “maestro”, Beppe Niccolai. Un uomo tanto amato dal sottoscritto quanto deriso e denigrato da buona parte dei coofondatari della nuova associazione come Maurizio Gasparri e il senatore Domenico Gramazio, ricordato negli annali del Senato della Repubblica unicamente per aver pasteggiato con champagne e mortadella quando Prodi fu sfiduciato nel 2008. Niccolai era esattamente l’antitesi di questi esponenti politici, era un ex parlamentare – ebbe, forse unico, la capacità di ritirarsi dopo due legislature – che viaggiava in lungo e largo l’Italia sempre in seconda classe, presentandosi con abiti che avrebbero fatto inorridire il Cavaliere tanto erano semplici ed economici. Beppe era un dirigente politico che si era distinto in Commissione Antimafia per la sua battaglia a favore della legalità e contro i rapporti mafia-politica, certo non avrebbe votato come il Pdl sul caso Cosentino. Beppe era uno che usava azzardare in campo culturale guardando anche a sinistra, e non a caso fu il primo che, guardando l’esperienza craxiana, parlò di “socialismo tricolore” e cercò di convincere un Msi titubante che la fase modernizzatrice aperta in Italia dal leader socialista era anche una nostra battaglia.

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03 mar 2011

Delbono vada in Procura e racconti tutta la verità

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Flavio Delbono “abbia il coraggio di fare cio’ che Cinzia Cracchi ha fatto con lui”. Per Enzo Raisi, numero uno dei finiani in Emilia-Romagna e autore di alcuni esposti contro la Regione, l’ex sindaco di Bologna a questo punto dovrebbe presentarsi a sua volta in Procura e dire tutta la “verita’”: fare “nomi, cognomi e situazioni” sul presunto “sistema” del centosinistra.

Cosi’ come a suo tempo la Cracchi ha agito nei suoi confronti. Ma anche come lo stesso Raisi, che non ha esitato ad esporsi personalmente portando in Procura le proprie accuse nei confornti dell’amministrazione regionale. “Il coraggio e la faccia io ce l’ho messa, non si puo’ lanciare le accuse e nascondersi. Altrimenti non si e’ credibili e s’invelenisce la politica”. Una via che in qualche modo secondo il finiano accomuna gli anonimi estensori di dossier e chi lancia accuse senza portare prove e fatti.

Secondo Raisi, che ne ha parlato questa mattina su Radio Tau, Delbono “dovebbe dire come funziona il sistema, cosa esattamente succedeva in Bulgaria, come funziona il sistema degli appalti in Regione. Cominci a parlare di queste cose”. L’esponente Fli vede nella intervista-choc dell’ex primo cittadino la prova di “lotte fratricide” in corso nel campo del centrosinistra. “E’ un’intervista durissima, brutta, che dimostra come quello che e’ accaduto a Delbono sia anche una resa dei conti, cercare di scaricare su una persona un sistema che cosi’ agiva”. Ma Raisi sottolinea che Delbono, gia’ numero due in Regione a fianco di Vasco Errani, fu “compiacente protagonista di quel sistema” e “non puo’ fare finta che lui non ci fosse”.

Ma a questo punto Delbono dovrebbe passare ai fatti, secondo Raisi. “Io il coraggio l’ho avuto. Se Delbono ha qualcosa da dire, invece di fare queste interviste, vada in Procura e dica la verita’”. L’ex sindaco, ad avviso sempre del deputato finiano, “dovrebbe dire: signori, cosi’ facevan tutti, il partito per evitare ulteriori approfondimenti da parte di chi doveva indagare ha scaricato tutto di me, mi ha ‘venduto’ alla magistratura perche’ li’ si fermasse. Se dicesse questo sarebbe molto piu’ onesto”.

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02 mar 2011

Secolo d’Italia, Raisi: Avevamo offerto di prendere in affitto la testata

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Avevamo offerto di prendere in affitto la testata“, ha dichiarato l’On. Enzo Raisi, “ma mi hanno riferito che Berlusconi in persona ha disposto di uccidere Il Secolo, per non lasciarci un’arma in vista delle elezioni“.

“Non voglio andare via dal Secolo”: lo ha detto ai microfoni del programma di Radio2 ‘Un Giorno da Pecora’ Flavia Perina, direttore del quotidiano finiano e deputata di Fli, rispondendo così alle voci che la danno in uscita dal giornale. Com’è, attualmente, la situazione al ‘Secolo’? “Al posto di Enzo Raisi si è insediato un cda, che ora si è preso un po’ di tempo per decidere cosa fare. Doveva essere fatto un ‘blitz’, che poi non è più stato fatto”.

Prima della ‘scissione’ che ha portato alla nascita di Fli, Il Secolo era berlusconiano? “Non è mai stato berlusconiano, per esempio fece a suo tempo la polemica sulle veline in politica, così come si schierò contro le ronde. Il giornale – ha proseguito la Perina -, ha alcune posizione storiche che difende”. Ieri Storace ad “Un giorno da pecora” si è candidato come prossimo direttore del Secolo…“Può mandare un curriculum al nuovo cda e verrà preso sicuramente in considerazione…” Se fosse costretta a scegliere, preferirebbe scrivere su Libero o Il Giornale? “Per carità, preferisco vivere. Piuttosto mi apro un blog”.

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22 feb 2011

Blitz al ‘Secolo’ per far tacere voce dissonante

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Con questo blitz hanno fatto tacere l’unico giornale che ha una voce dissonante nel centro-destra“. Intervistato da Radio Citta’ Futura, Enzo Raisi, deputato di Futuro e Liberta’ ed ex amministratore unico del Secolo d’Italia, ha commentato cosi’ quanto sta accadendo nel suo giornale (oggi si riunisce il nuovo consiglio di amministrazione, nominato dal comitato dei garanti, in cui e’ preponderante la componente ex An del Pdl).

Io non ci saro’, perche’ sono a Bologna con Fini – afferma Raisi – trovo strano poi che mi abbiano indicato nel Cda, dopo avermi esautorato da amministratore unico, senza neanche comunicarmi la data di questa riunione. E’ evidente - conclude - che il problema non era la conduzione economica ma la linea politica del giornale: hanno attaccato me perche’ io ero l’ostacolo alla rimozione del direttore Flavia Perina“.

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19 feb 2011

Dopo congresso partito leadership Fini ancora più forte

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“Fini ha fatto bene a non accettare il ricatto, sarebbe rimasto indebolito se avesse accettato il ricatto di quei 5 o 6 che sono fuorisciti, perche’ tutto quello che ha detto al congresso, cioe’ che Fli e’ un partito vero con congressi veri, non avrebbe piu’ avuto senso”. E’ quanto afferma il parlamentare di Fli Enzo Raisi, commentando da Bologna il braccio di ferro scattato dentro il neonato partito di Gianfranco Fini all’indomani del congresso istitutivo. “Il congresso e’ andato benissimo ed e’ stato un successo – aggiunge Raisi – e’ il ‘dopo congresso’ che e’ stato turbolento, ma quando fai un partito vero si aprono dinamiche diverse a cui non siamo piu’ abituati, del resto e’ successo anche all’Udc quando uscirono Giovanardi, Tabacci e Baccini”.

“In questo momento le candidature civiche in campo sono due: Corticelli e Aldrovandi, speriamo si mettano d’accordo, ma mi sembra che Aldrovandi abbia piu’ chances anche per quello che rappresenta e quello che e’ stato”. E’ quanto afferma il deputato di Fli, Enzo Raisi, in occasione dell’incontro tenutosi oggi a Bologna, organizzato dal suo partito e dall’Udc, per preparare il programma del terzo polo in vista del voto amministrativo sotto le Due Torri. Raisi si augura di fatto che il presidente di Bologna Capitale Daniele Corticelli rinunci alla corsa e appoggi la discesa in campo dell’imprenditore Stefano Aldrovandi. In sostanza, chiarisce Raisi, “chiediamo di non rifare gli errori della scorsa volta e cioe’ avere due candidati civici che si scontrano”. Insomma, ribadisce, “auspichiamo una condivisione di percorso e non una lotta intestina”. Ad ogni modo al voto “andremo tutti insieme come terzo polo” prosegue Raisi e “la nostra scelta e’ una scelta civica – precisa – che intendiamo aprire il piu’ possibile per mandare la sinistra all’opposizione”. La speranza, insomma, e’ che “tutti gli altri soggetti si riconoscano in questa lista civica”. Quanto alla rinuncia ai simboli di partito Raisi osserva “se lo facciamo noi, possono farlo anche gli altri, altrimenti non ha senso la civicita’”. E a chi gli fa notare che, pero’, la Lega non ci sta a cancellare il simbolo del Carroccio dalla scheda elettorale, Raisi ribatte “qui non e’ una questione di vergognarsi del simbolo, se la Lega vuole candidarsi lo dica. Se a loro non interessa vincere, ma mettere una bandierina, – conclude l’esponente di Fli – se ne assumera’ la responsabilita’, ma poi non dica che vuole l’alternanza in questa regione”.

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16 feb 2011

Finiani non hanno bloccato riforme economiche

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”Leggo con stupore l’ultima accusa fatta dal presidente Berlusconi ai componenti del gruppo finiano di Futuro e Liberta’ presente in Parlamento per cui, secondo il presidente del Consiglio, noi saremo i responsabili delle mancate riforme economiche perche’ degli statalisti e ora che non siamo piu’ nella maggioranza, il paese avra’ finalmente la possibilita’ di veder dare alla luce quelle grandi liberalizzazioni che Berlusconi promette dal 1994. Comprendo che il primo ministro e’ molto preso dai suoi problemi con la giustizia e dall’organizzazione di cene galanti ma prima di fare certe affermazioni sarebbe opportuno che almeno si informasse di cio’ che avviene intorno a lui”. Cosi’ Enzo Raisi, capogruppo di Fli in commissione Attivita’ produttive della Camera. ”Nessuno di noi -spiega il deputato finiano- ha mai votato contro o bloccato alcun provvedimento di riforma economica, in primo luogo perche’ siamo dei liberali veri ma soprattutto perche’ nei suoi tre anni di governo non c’e’ stata mai l’occasione per farlo poiche’ il governo da lui presieduto non ne ha portato in Aula neanche uno”. ”Silvio Berlusconi -rimarca Raisi- ha la responsabilita’ di aver perso quattro mesi nel nominare il ministro dello Sviluppo economico, dopo le dimissioni di Scajola, proprio nel momento piu’ grave della crisi economica che sta colpendo il mondo occidentale”.

”E’ da piu’ di nove mesi -rimarca Raisi- che in commissione Attivita’ produttive della Camera non passa una proposta del governo, degna di tale nome, l’ultima e’ stata quella riguardante il nucleare di cui peraltro sono stato relatore e credo che se e’ passata anche con l’astensione dell’opposizione in parte sia stato anche merito del relatore”. ”Per quanto riguarda l’aggettivo ‘finiani statalisti’ -sottolinea ancora il parlamentare di Futuro e Liberta’- credo occorra che qualcuno spieghi al presidente del Consiglio, che non se n’e’ accorto, che la componente statalista di An e’ rimasta tutta con lui nel Pdl e che il motivo principale per cui abbiamo abbandonato il governo e’ stato proprio perche’ non e’ stato dato seguito alle nostre richieste di porre come priorita’ assoluta nell’agenda del governo il tema delle riforme economiche”. ”Pur comprensivi del suo stato confusionale -conclude Raisi- e comprendendo che siamo all’inizio della campagna elettorale suggerirei sommessamente al presidente del Consiglio di usare nuove argomentazioni giacche’ questa fu gia’ usata nell’ultima campagna elettorale quando, invece che Fini, s’incolpo’ Casini per le mancate riforme: lui e’ il capo del governo e lui ha la responsabilita’ delle mancate riforme nessun altro”.

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02 giu 2009

IL MINISTRO RONCHI PASSA PER BOLOGNA E BENEDICE L’AVVENTO DI RAISI A PALAZZO MALVEZZI

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“Concentrarsi solo sul passante Nord, senza vedere la Cispadana, vuol dire fare una miope operazione di programmazione economica. Non agganciarsi da Bologna alla cispadana, restando fuori dal cosiddetto Corridoio 5, cioè quel ganglio comunicativo che collega l’est europeo con l’ovest, vuol dire essere tagliati fuori dall’unica via di scambio merci rapido di respiro continentale. Per questo non dobbiamo perdere tempo e fare quanto prima due collegamenti diretti, una a est e uno a ovest di Bologna, per fare si che la città abbai un rilancio come vero polo logistico”. Questa sembra essere stata la parola d’ordine di Enzo Raisi per la conferenza stampa tenuta ieri , in occasione della visita del Ministro delle Politiche Comunitarie Ronchi. Un Raisi che ne ha per tutti, dalla miope programmazione economica delle giunte bolognesi di sinistra passate, all’incapacità di presentare su tavoli europei progetti in grado di avere i minimi requisiti richiesti per ottenere finanziamenti, dal gossip voyeuristico anti-berlusconiano, che tiene banco in questi giorni sulle pagine di Repubblica, a Guazzaloca che prima o poi dovrà gettare la maschera e mostrare come dietro di lui vi siano partiti politici a sostenerlo, nonostante dica il contrario. In questo Ronchi gli è stato d’eccezionale aiuto: ” Spesso ci si è lamentato ha ribadito il Ministro – di progetti che non hanno mai ottenuto l’approvazione delle commissioni europee. Peccato che quelle richieste non avessero la forma e la sostanza adatta per essere presentate. Il Governo Berlusconi, nella sua profonda coesione di valori e di intenti sta riuscendo a fare ciò che nessun’altro è mai riuscito a fare prima.  Napoli, Lampedusa, la crisi abruzzese, il transito con il minimo danno nell’alveo della crisi economica,  hanno mostrato come questo Governo abbia saputo tenere fronte alle emergenze, mostrarsi compatto e trovare validissime soluzioni. Non altrettanto ha saputo fare la sinistra, la quale ogni giorno che passa, mostra sempre più come l’unico collante della sua coalizione, in qualsiasi provincia e comune italiano, sia solo la perpetuazione di un potere che hanno tenuto anche ben al di là di quella che poteva  e doveva essere la sua fine naturale.” Rasoiate tremende, che colpiscono la sinistra sin nel profondo. Se infatti in passato la sinistra ha avuto un modello di governo valido, come è stato per lungo tempo l’esempio bolognese, ora  quello stesso  modello è ampiamente morto e sepolto, quella cura andava bene 40 anni fa, non oggi. Raisi lo puntualizza a gran voce, come ormai sta facendo da un mese a questa parte nel corso della campagna elettorale, ma a ragione, poiché allo stato attuale dei fatti, sebbene non ci sia da mettersi le mani nei capelli per la situazione bolognese, tuttavia non si può nemmeno restare seduti a perdere tempo, “poiché – come spesso asserisce il candidato a Palazzo Malvezzi –  il mondo cammina, anzi corre, rapido e non sta certamente ad aspettare il nostro lassismo e o i nostri tempi. Se Bologna non reagisce in fretta, potrebbe impiegare decenni a riprendersi da questa crisi.- Ronchi, come già altri ministri in visita di sostegni a Enzo Raisi, ha sottolineato come le possibilità di un grande trionfo a questa tornata elettorale sia quasi un certezza, visto che la sinistra in numerose realtà in cui è stata ed è egemone, si presenta divisa (Reggio  Emilia e Marzabotto docent), La cosa si presenta stranamente a parti invertite a Bologna, anche se Raisi e lo stesso Ronchi hanno tenuto a precisare che Guazzaloca non è un elemento nato da una costola del PdL, ma un antagonista venuto dall’esterno. Un disegno politico questo che ha alle sue spalle un abile maestro di nome Casini, il quale ambisce a strappare, inutilmente,  voti nel centro destra, ma che non è nato come molti cercano erroneamente di fare credere da una scissione o da una frattura all’interno della coalizione del Popolo delle Libertà.

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31 mag 2009

COMUNICATO STAMPA DI ENZO RAISI A SOSTEGNO DELLA POLIZIA E CONTRO IL RECENTE ATTACCO ALLA LORO SICUREZZA

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Oggi nel pomeriggio Enzo Raisi ha voluto prendere posizione in maniera forte e decisa, di fronte agli attacchi e alle intimidazioni che le forze di Polizia hanno subito nei giorni scorsi. In una campagna elettorale caratterizzata da una progressiva escalation di intimidazione e violenza, si veda le aggressioni subite da giovani volontari de “La Destra”, o gli attacchi alle sedi della Lega e di Giorgio Guazzaloca, Enzo Raisi ha voluto esortare tutte le forze democratiche di questo paese a fare quadrato e a condannare queste forma antidemocratiche di lotta. Tutta la nostra solidarietà e, qualora ne manifestasse la necessità, aiuto va quindi a quelle forze dell’ordine che ne l loro quotidiano adempimento del dovere, permettono al nostro Paese di vivere in maniera civile, serena e sicura.

Di seguito il testo del comunicato stampa.

“Esprimo la mia solidarietà alle forze di polizia per il fatto grave, accaduto ieri, del manifesto con  foto di poliziotti e  annesse minacce. Sono convinto che Magistratura e Polizia riusciranno in tempi brevi ad individuare i responsabili di questo atto gravissimo. Nell’ultima settimana elettorale, invito tutte le forze democratiche a vigilare, isolando gli estremisti di sinistra che nei giorni scorsi si sono già macchiati di aggressioni fisiche  e di gravi atti di vandalismo. Mi aspetto dall’amministrazione comunale interventi forti ed importanti quali quello, per esempio, di togliere gli spazi -dati in concessione dal Comune di Bologna- ai gruppi che si sono resi protagonisti di atti che violano la legge, a cominciare dal Cassero di Porta Santo Stefano, frequentato dagli stessi che, alcuni giorni fa, hanno aggredito giovani di destra che stavanoattaccando i miei manifesti.”

Agenzia Comunicazione & Advertising Bologna

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