Poteva essere una serata da “uccellacci e uccellini”, visti i corvi che agitano i cieli bolognesi, ed invece si è trasformata in una convention esaltante, quasi american-style, la serata che ha visto ospite Gianni Alemanno al teatro Manzoni ed in cui il PdL bolognese ha voluto confermare il suo pieno sostegno ad Alfredo Cazzola. In una platea gremita di gente (quasi seicento persone), il sindaco di Roma ha voluto dare la sua benedizione ad una campagna elettorale non facile, ed irta di trabocchetti, non ultimo appunto il caso del cosiddetto “corvo”. “ A Bologna si può vincere, ma solo a patto che si riesca a fare passare il messaggio del cambiamento. Il centro destra deve fare capire alla gente che noi rappresentiamo il cambiamento, mentre la sinistra la continuità e nel fare questo dovrà riaccendere le speranze per un futuro di crescita e di sviluppo”. Parole che non possono non fare scaldare l’animo di Alfredo Cazzola, anche lui presente sul palco, insieme ad Enzo Raisi, agli onorevoli Biava, Bernini e Berlato, e ai consiglieri Vecchi e Facci. “Il mio esordio nella campagna elettorale per la poltrona di sindaco – ha proseguito Alemanno – non è stata affatto facile, e mi vedeva nei sondaggi con uno scarto di quasi 20 punti percentuali nei confronti di Veltroni. Ma giorno dopo giorno, quartiere dopo quartiere, via dopo via, siamo andati sul territorio, a contatto diretto con la gente, e abbiamo fatto loro capire che Roma doveva cambiare se voleva ricominciare a crescere. L’abbiamo fatto e i risultati si sono visti”. Cazzola, sornione, incassa il sostegno e i consigli, e nel farlo apprezza quanto detto dal sindaco capitolino. Nel suo intervento, anticipato da una standing ovation del pubblico, a cui era abituato da manager sportivo, ma non ancora da politico, ha voluto sorvolare sui veleni di questi giorni, e concentrarsi sui fatti e sui programmi: “Noi vogliamo restare concentrati sui programmi, cerchiamo di trasmetterli alla gente e fare capire che Bologna è una città che da troppo tempo è ferma in una rendita di posizione. Vogliamo riaccendere la volontà del “fare”, perché Bologna ritorni nella posizione Europea che le compete. Il centro sinistra ha proposto questo candidato debole per la poltrona di sindaco di Bologna, e si è reso conto di come noi stiamo catturando consensi, in maniera trasversale, tra tutta la cittadinanza bolognese. Inevitabile quindi che il loro timore sia cresciuto, e che nel tentativo di arginare questa offensiva stiano accalappiando ogni frangia politica, pur di vincere. Tutti indistintamente, anche quell’UdC pronta a coprirgli il loro lato destro“. Frasi taglienti quelle dell’ex-patron rossoblù, che trovano un caloroso assenso tra la platea, visti i ripetuti applausi che fanno da cornice ai suoi interventi. “Noi dobbiamo reinventare Bologna” prosegue Cazzola ” e riattivare quei volani che per lungo tempo sono stati i motori della città: Università, Aeroporto, Interporto, Fiera e infrastrutture. Inoltre è necessario arginare questa progressiva emorragia di gente, che Bologna si è trovata ad affrontare. Scelte colpevoli delle amministrazioni passate, hanno lasciato che la città si svuotasse, a favore della provincia. Da oggi si deve cambiare, e fare in modo che le generazioni future tornino da abitare entro i confini cittadini.” Di tutt’altro tenore invece l’intervento del candidato alla provincia Enzo Raisi. Sin dalle sue prime parole, si capisce che uno spirito alla Kilgore, stile “Adoro l’odore di napalm al mattino”, animerà il suo discorso: “Noi dobbiamo crescere, e per crescere dobbiamo costruire quelle 18 opere infrastrutturali che noi consideriamo prioritarie.” Proseguendo ha sottolineato come la gente sia stufa di sondaggi confezionati ad arte, di corvi, e di tutto questo campionario dell’insulto, messo in campo solo per nascondere il nulla che anima la sinistra. “Nei giorni scorsi io e Alfredo, parlando con gli imprenditori del CNA, abbiamo visto la paura dipinta sui loro volti. La vecchia ricetta di crescita proposta dal centro sinistra, non solo non ha reso Bologna capitale, ma la sta facendo indietreggiare nei confronti di altre realtà regionali, e ha prodotto un livello di cassa-integrati mai raggiunto prima. Gli imprenditori hanno paura di dovere, presto o tardi abbassare la serranda.” Non ha avuto parole leggere nemmeno nei confronti della Draghetti, figlia della filiera di produzione Prodi ( “prima il fratello, poi l’amica, e al prossimo giro chi metteranno?”), la quale ha il merito questa volta di avere messo dei manifesti “per fare capire alla gente chi sia, visto che alle elezioni precedenti nemmeno si sapeva chi fosse.” Ha incalzato poi la triade De Maria, Del Bono e Caronna, pronti oggi a scaricare le responsabilità su Cofferati, dopo averlo applaudito fino a consumarsi le mani 5 anni fa. “Oggi invece – prosegue Raisi – li vediamo protesi a far dimenticare un fantasma, quello di Cofferati, ma non ci riusciranno”. Insomma, chi si aspettava una serata movimentata, è tornato a casa soddisfatto di quanto detto, e della benedizione capitolina avuta da Alemanno.

Estratto da pag.2 del Corsera Bologna del 07.05.2009
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