Osservando Beatrice Draghetti sembra di vedere la celeberrima casa del conte Lello Mascetti di “Amici Miei”: pensi che ci sia tutto e in realtà non c’è niente. Ed è forse questa l’impressione che dà questa professoressina precipitata nel teatro della politica dalla premiata ditta Prodi & Prodi (Romano e Vittorio ndt). La sua sfortuna è stata quella di incontrare ieri un Enzo Raisi in versione battagliera, in un incontro organizzato dall’ANCE, a cui partecipava anche il terzo candidato alla Presidenza della Provincia Gianluca Galletti. Parole tanto vacue quelle del Presidente uscente, quanto pesanti quelle del parlamentare del PdL. “Andando a questi incontri con associazioni di categoria – afferma Raisi – ho sempre l’impressione che tutto proceda al meglio nel migliore dei modi possibili, o almeno questa è ciò che percepisco dal vederne i loro rappresentanti. Poi, quando incontro quotidianamente ogni singolo imprenditore a Bologna e Provincia, scaturisce un panorama apocalittico nel mancato sostegno all’imprenditoria bolognese da parte delle amministrazioni pubbliche. E’ ora che voi organizzazioni e associazioni sindacali del mondo produttivo alziate la testa contro chi in questi ultimi 30 anni vi ha messo al collo una pietra sempre più pesante. Non ci si può lamentare del sostegno quasi nullo dato all’imprenditoria da comune e provincia e poi accettare un RUE e un PSC “pateracchi”, che nei loro contenuti sono nefasti e deleteri.” Affermazioni che fanno perdere l’aplomb da maestrina alla Draghetti , e che in parte trova d’accordo il Presidente dell’Associazione Costruttori Edili: “Quello che dice Raisi è in parte vero – afferma il presidente dell’ANCE – ma noi non ce la siamo sentita di bloccare il RUE. Un simile atto avrebbe portato ad un periodo di salvaguardia, che tradotto in termini operativi avrebbe significato un blocco di ogni attività futura e in corso d’opera. Ma quanto fatto è ormai acqua passata. Ora noi costruttori, al di là di ogni considerazione sulla necessità di mantenersi all’interno dei parametri del patto di stabilità, invochiamo a gran voce la costruzione del Passante Nord, opera infrastrutturale necessaria, per non dire vitale, nel dare respiro a un traffico ormai paralizzato sul primo asse viario strategico per noi costruttori: la tangenziale. Allo stato attuale i nostri trasporti viaggiano regolarmente con 40 minuti di ritardo per ogni ora di movimento, così non si può andare avanti.” Raisi nel sentire questo non ha potuto fare altro che accondiscendere a questa richiesta. Anzi, ha voluto sottolineare come l’attuale progetto del Passante Nord sia bloccato in Commissione Europea da un ricorso di alcuni europarlamentari di Rifondazione, quegli stessi che Beatrice Draghetti ha accolto a braccia aperte nella sua coalizione di governo per la provincia. “Gli esponenti della sinistra sono diventati maestri nel gioco delle tre carte”, apostrofa Raisi, ”Hanno congelato regolarmente tutti i finanziamenti ottenuti dagli assessori di della vecchia giunta Guazzaloca, o da Parlamentari del PDL, tra cui io stesso, per infrastrutture o sostegni a grandi Enti bolognesi ,quali la Fiera. Poi, dopo anni di piagnistei e girotondi per richieste di finanziamenti, ecco che fanno finta di essere stati dei bravi scolaretti, facendo vedere come siano riusciti ad ottenere denari a destra e a manca. In realtà sono sempre quegli stessi che noi avevamo ottenuto, che loro hanno bloccato, e che dopo un po’ di tempo hanno scongelato solo per attribuirsi meriti che non gli competono . E’ successo così con il contributo straordinario, dato dal precedente governo Berlusconi, di 4,5 milioni di Euro per la Fiera, prima congelati e poi sbloccati dal Silvan di turno Duccio Campagnoli, e con i 90 milioni di Euro per il metrò leggero di Guazzaloca.” Un Raisi senza peli sulla lingua, che non le manda a dire a tutta la pletora di amministratori e mandarini di sinistra. Peccato che a quel punto la Draghetti abbia già salutato l’intera platea di convenuti. Meglio battere in ritirata, deve aver pensato la prodiana, prima cha la sconfitta diventi disfatta. Raisi ha poi concluso evidenziando come il Passante sia sì opera necessaria, ma non ci si deve dimenticare di fare anche le verticalizzazioni per la Cispadana, cioè per un vero e proprio asse viario strategico per tutta l’imprenditoria Bolognese.
Agenzia Comunicazione Bologna
Questo è quello che la Corte dei Conti ha scritto nella relazione relativa alla gestione dell'ICE del 2008 L’Istituto nel corso ... »