Fortuna che Pozzati Piva ha smesso da un pezzo di fare le sue celeberrime arringhe stile Hyde Park Corner sui fittoni di Piazza Verdi, perché altrimenti il fido Monaco sarebbe partito alla carica di Cazzola chiedendo se avesse o meno i permessi per occupare il suolo pubblico. Anzi temiamo che, in questo periodo di delirium tax diffusa, probabilmente gli sarebbe pure stato chiesto di pagare la TOSAP. Ci si domanda quando la campagna elettorale da parte degli esponenti del centro-sinistra, sponda PD, ed ”Estremo Centro” UdC, ricordando il loro recente slogan, abbandonerà l’aspetto di una buriana da osteria, e inizierà ad assumere toni e contorni più edificanti. Enzo Raisi ogni giorno attende di cimentarsi sui programmi con la sua antagonista Beatrice Draghetti, o contro il suo rivale Gianluca Galletti. Ma se il secondo si preoccupa di trasformare l’agone politico in una curva da stadio, la prima si nasconde dietro un silenzio tombale. Evidentemente si sta rendendo conto che la carnevalesca brigata, di cui è a capo, resta coesa solo con il vinavil, e al primo soffio di tempesta rischia di sbriciolarsi. In questa situazione si capisce quindi come Galletti sia più preoccupato a parlare dell’accordo sfumato nel nulla sui quartieri, che del nulla sfumato nel niente di cui è pieno il suo programma elettorale. Chissà, noi aspettiamo speranzosi e fiduciosi che prima o poi si facciano vivi, entrambi o anche uno alla volta, per sentire cosa pensino della mobilità bolognese, che intendono fare per l’agricoltura e il rilancio dell’economia delle comunità montane, come attueranno eventuali sostegni al mondo produttivo e come traghetteranno il comparto economico bolognese al di fuori di questa crisi che sta strozzando tutta la middle-class bolognese. Ma nulla, noi invochiamo, osserviamo, e alla fine vediamo solo generali dell’alto stato maggiore PD e UdC, che nel maldestro tentativo illusionistico, per coprire la pochezza dei loro candidati, cercano di trascinare Raisi in polemiche già chiuse e archiviate. Per cui ecco qui Bersani che viene a dare lezioni di libertà il 25 Aprile, mente Cesa deve intervenire nella recente polemica sul mancato accordo nei quartieri, accusando il centrodestra di aiutare Delbono a vincere. Egregio Onorevole Cesa, questo gioco a cui stiamo giocando non si chiama “facciamo il pappagallo di Berselli”, ma “ELEZIONI AMMINISTRATIVE”, e sono una cosa seria, quindi se deve ripetere da Roma quanto detto due giorni prima dai vertici locali del PdlL in conferenza stampa, tanto per fare un po’ di buriana, la prego si taccia! I bolognesi non hanno le fette di salame sugli occhi, hanno capito chi stia andando verso il suicidio politico (Guazzaloca-Galletti), e chi invece stia cercando una maniera per vincere (Raisi-Cazzola). D’altronde se è vero che Napoleone muoveva a battaglia la sua Guardia Imperiale solo in caso di estremo pericolo, il fatto che esponenti dei vertici nazionali vengano ad occuparsi di questioni locali, lascia intendere come il timore di una sconfitta incipiente si davvero dietro l’angolo per i nostri avversari. Evviva, nell’immobilismo e non detto del duo Draghetti-Galletti, qualcosa sbuca fuori: la paura di perdere.

Questo è quello che la Corte dei Conti ha scritto nella relazione relativa alla gestione dell'ICE del 2008 L’Istituto nel corso ... »