Di seguito si può leggere il comunicato stampa emesso da Enzo Raisi, a seguito delle dichiarazioni di De Maria, contenute a pag.5 del Resto del Carlino di Bologna, del 06.05.2009
“Come al solito, De Maria è esilarante nei suoi comunicati. In primo luogo, la vicenda del ‘corvo’ non avviene all’interno del Centro-Destra, ma contro il Centro-Destra. Faccio presente, infatti, che i due esponenti del Consiglio Comunale che hanno fatto la Conferenza Stampa per presentare il presunto documento (D’Onofrio e Monteventi), sono stati, fino a ieri, parti integranti della maggioranza che ha sostenuto Cofferati, un Sindaco che -se non ricordo male- è stato voluto fortissimamente dallo stesso De Maria. La Lista civica di Guazzaloca – che pare sia l’altra protagonista della vicenda- ha un capolista che fa di nome Claudio Sassi, che mi risulta essere stato assessore al traffico di una giunta comunista, quando l’amico De Maria, con i calzoncini corti, era responsabile del Movimento Giovanile. Come si vede, gli attori di questa brutta vicenda sono tutto fuorché componenti del Centro-Destra. Lo sono, invece, le vittime, ma questa è un’altra storia che ci racconterà la Magistratura, quando avrà terminato le indagini.”
Estratto di pag.5 del Resto del Carlino del 06.05.2009
Enzo Raisi ha stigmatizzato il bassissimo spessore politico raggiunto da questa campagna elettorale, con la vicenda del “Corvo”. Appurato il coinvolgimento di membri dello staff di Guazzaloca, Raisi ha voluto sottolineare come colpi bassi in piena campagna elettorale dovrebbero essere evitati, in quanto la vittima non ha materialmente il tempo per organizzare una efficace strategia di difesa. Così facendo si lascia spazio alle illazioni e ai delatori, facendo si che la politica divenga ogni giorno un pantano a cui i cittadini guardano con sempre maggiore sfiducia. Francamente in momento di grave crisi economica, in cui Bologna rischia di diventare una città di secondo piano, avremmo fatto tutti volentieri a meno di quanto è successo, augurandoci che da oggi la discussione verta solo ed esclusivamente sui programmi e i contenuti, non sulle soffiate anonime di personaggi ambigui.
Estratto da pag.4 del Resto del Carlino - Bologna del 06.05.2009
Estratto da pag.3 del Corsera Bologna del 06.05.2009
Vi ricordate di Gennarino ’o spione, al secolo Rosario Allocca, il presunto agente del SISDE che nell’estate del ’94 venne coinvolto nella faccenda della bomba sul treno la “freccia dell’Etna”? Bene adesso anche a Bologna abbiamo il nostro Gennarino ‘o spione, che ci piacerebbe chiamare “Filippo ‘o picciriddu” (Filippo è il suo vero nome di battesimo ndt). Perché questi nomi da farsa napoletana? Perché purtroppo in Italia quando si scovano agenti o ex agenti dell’intelligence impastoiati in faccende di bassa lega, anziché avere la drammaticità di un James Bond hanno la comicità di Totò e Peppino. Francamente in una campagna elettorale che ha come sfondo una drammatica crisi economica, che vede Bologna, mai come prima d’ora, fare ricorso agli ammortizzatori sociali per poter sopravvivere a quanto sta succedendo, tralasciando i mille altri problemi che attanagliano la città, facevamo a meno di questa bella farsa architettata ad arte per gettare discredito su Alfredo Cazzola e la sua campagna elettorale. Alcuni giornali dipingono la storia come una sorta di “Watergate ai tortellini”, ma la realtà è che siamo dinnanzi ad un tentativo maldestro, stile “i soliti ignoti”, di cercare di recuperare un consenso che la lista Guazzaloca sta perdendo quotidianamente, e che la sinistra ha perso da 5 anni, sia a Bologna che nel resto d’Italia. Che dire, chesiamo stufi di sondaggi fatti ad arte da chicchessia, grazie ai quali, in cambio di 30 denari, siamo in grado di sostenere che potremmo pure ambire al ruolo di capo della Casa Bianca? Che siamo stufi di “candidati-cinni” che cercano il contatto fisico come un qualsiasi “sboroncino di quartiere”? Che siamo stufi di gente che profetizza patetici, per non dire ridicoli, scenari apocalittici di futuri cartelli con scritto “vietato l’ingresso ai cani e agli Ebrei”? Bene allora lo diciamo: “SIAMO STUFI!” . Bologna è una città che anno dopo anno precipita nelle graduatorie di vivibilità, di ricchezza, di occupazione. E’ una città che vive schiava di un apparato creato ad arte da “mandarini”, al solo fine di perpetuare il loro potere. Una città che si vede sorpassata da altri capoluoghi della regione più dinamici e vitali. Una città che rischia di rinchiudersi sempre più su se stessa, e di vivere totalmente avulsa dalla globalizzazione e dalla “multiculturalità”. E su questo drammatico sfondo, un sano “artista della politica” non può non vedere le migliaia di cassa-integrati che tormentano la vita di altrettante famiglie, non può non vedere la fatica che fanno giorno dopo giorno capifamiglia nel pagare la rata del mutuo, i vestiti e i libri dei figli, il cibo per il focolare. C’era un sogno una volta che si chiamava Bologna, fatto di sviluppo, di crescita, gestito in maniera oculata da amministratori capaci. Ora quel sogno è morto e sepolto, o quanto meno archiviato a quegli anni. Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche, esattamente come si fece 50 anni fa per la ricostruzione, e programmare il nostro futuro. Il treno dello sviluppo passa una sola volta e noi non solo l’abbiamo già stupidamente mancato, grazie a 5 anni di lassismo e di dabbenaggine, ma lo stiamo rincorrendo col fiatone stazione dopo stazione.
Concludendo, vogliamo ringraziare ancora una volta di cuore lo staff di Guazzaloca per avere fatto perdere un’altra settimana a parlare di “Corvi” di “Filippo ‘o picciriddu”, di “visure del casellario giudiziale” e quant’altro. Che ne dite carissimi guazzalochiani, delboniani, draghettini e gallettini, vogliamo iniziare a parlare di programmi e sentire come avreste intenzione di governare Bologna qualora, tocchiamo ferro, vinceste? Macché! Del resto si sa, solo chi ostenta il nulla e cerca di venderlo come programma elettorale si mette a insultare, o fa finta di non avere capito la domanda. Enzo Raisi è qua signori, se volete iniziare a parlare con lui di crescita e sviluppo della provincia di Bologna bene, se no amen, lui parlerà direttamente ai bolognesi con o senza il vostro avallo.
Si sente spesso dire che parlando con operatori economici si devono snocciolare numeri a sostegno delle proprie tesi e non astratti concetti. Bene, un numero è sicuramente uscito dal confronto di ieri pomeriggio, organizzato dal CNA, tra tutti i candidati alle massime cariche delle prossime amministrative, sia della provincia che del comune di Bologna: quel numero è 90…LA PAURA! Quale paura? La paura che stanno mostrando tutti, indistintamente, nei confronti del candidato sindaco Cazzola e, anche se in minore intensità vista la percentuale elettorale bulgara da cui parte la sinistra in provincia, di Enzo Raisi. Ambedue chiedono un confronto con i diretti rivali, un dibattito politico televisivo in cui ognuno illustri i propri punti programmatici. Ma si sa, la sinistra è sempre stata molto timorosa dei dibattiti televisivi, sin dal ’94, anno in cui Berlusconi decise di entrare in politica. Per loro, abituati al loro granitico strutturalismo, i dibattiti televisivi sono e saranno sempre una mina vagante da evitare accuratamente, troppo difficile adattare i loro meccanismi dialettici e sofismi al limite dell’assurdo ai tempi e alle regole del botta risposta televisivo. Per cui sarebbe quasi impossibile riuscire a spiegare in 120 secondi le alleanze con la sinistra radicale, contrarissima ai nuovi nodi infrastrutturali, e nel contempo dire che sono per la realizzazione di opere come il passante nord o la metropolitana. Quid ergo? Che ci ritroviamo dinanzi ad una Draghetti “capace di futuro insieme”, ma non di parlare pubblicamente dei suoi programmi, ci ritroviamo un Galletti desideroso di ”una provincia ridotta bene”, salvo poi ridursi male in risse da cortile, pur di evitare un confronto televisivo, e via così. E Delbono? Beh lui lo farebbe il confronto invocato da Cazzola, ma solo se ci viene anche Guazzaloca. Gentile da parte sua preoccuparsi che Guazzaloca non sia escluso, da premio “Cuore”, non speri però che Cazzola perda di vista che il nemico primo di quest’elezioni è lui, e non l’ex-macellaio di via Marconi. E non speri nemmeno, essendo in tre e non in due il dibattito televisivo, di poter nascondere che a tutt’oggi non si sa, viste le correnti e correntine della sua “ampia coalizione”, quale sarà il futuro della mobilità bolognese, se dovremo cioè viaggiare prima o poi su una metropolitana e su un’autostrada, o se invece dovremo tutti rottamare le nostre auto e dovere girare con il rickshaws di Monteventi.
Aveva promesso guerra, e guerra sarà per il Senatore Berselli, e per il PdL tutto, contro Giorgio Guazzaloca. La cosa è stata ufficializzata oggi pomeriggio in una conferenza stampa ,in cui lo stato maggiore del Popolo delle Libertà si è riunito per dichiararlo pubblicamente, presso la Sala Stampa del Comune. Dinanzi ai giornalisti, il candidato alla Provincia di Bologna Enzo Raisi, il suo collega deputato Garagnani, il Senatore Berselli e il Consigliere Galeazzo Bignami, hanno illustrato brevemente le tappe convulse che hanno animato i tavoli della politica di questi giorni, al fine di giungere ad un accordo che presentasse unite le forze che sostengono Guazzaloca e quelle del PdL, nella corsa per i Quartieri. Che tirasse aria di fallimento, vista la quasi certa intenzione di non trattare dell’ex-Sindaco sostenuto dall’UdC , lo si poteva immaginare già da parecchio tempo, ma fino alla fine in casa pidiellina si era auspicato che il senso della Realpolitik prevalesse e si potesse giungere ad un intesa. Il pomo della discordia era costituito dalla volontà di Guazzaloca di partecipare alle elezioni dei parlamentini di quartiere, con liste disgiunte da quelle del Pdl, consegnando di fatto una probabile vittoria alla lista di centrosinistra che sostiene Delbono. “Il dolore maggiore, dichiara Garagnani, di questa mancata intesa, è dovuto al fatto che il centrodestra, se si fosse presentato compatto, avrebbe avuto serie possibilità di vittoria in quartieri come in Santo Stefano, in Costa-Saragozza, e al Porto, ora invece Delbono vede la vittoria a portata di mano, anche se non ancora certa e sicura.” Raisi ha tenuto a sottolineare come un accordo fosse possibile, e lui, dopo avere ricevuto mandato a trattare da Berselli stesso e da Cazzola, si era prodigato perché ciò fosse fatto. Dopo un rapido giro di ispezione tra i sostenitori di Guazzaloca e avere sentito quali fossero le possibili basi di un accordo, si è rimboccato le maniche iniziando a mettere sul piatto della bilancia quanto i guazzalochiani gli stavano chiedendo. Si è esordito pretendendo, dall’incaricato in pectore per le trattative, che il centrodestra recedesse dall’intenzione di presentarsi con i propri simboli politici (Lega e PdL) o con quelli di Cazzola e la risposta è stata positiva; si è preteso che non venissero fatti accordi sotto banco, e pure qui Raisi si è dimostrato felice di accondiscendere ed accettare; infine si è voluto che la base dell’accordo fosse una riforma dei Quartieri da attuarsi immediatamente il giorno dopo le elezioni, e anche qui la risposta è stata di assenso. A quel punto, come dice Raisi in conferenza, Guazzaloca si è visto obbligato ad accettare, tuttavia dietro si stavano muovendo forze che erano troppo più grandi di lui, e quindi la scelta non dipendeva più dalla sua volontà ma dai suoi manovratori, UdC in testa. Ormai si era compreso che questo matrimonio non s’aveva da fare, e perciò sono iniziate una serie di considerazioni “campate in aria da parte dell’ex-sindaco”, come le definisce Raisi stesso, nel tentativo di divincolarsi dall’angolo nel quale era finito, e per giustificare il suo no. L’unico effetto è stato quello di fare capire come ci fossero abili burattinai che stessero tirando i fili di Guazzaloca. Raisi e Berselli non hanno problemi a chiamare le cose per nome e a delineare i contorni di questa farsa messa in atto. Se per il Senatore, infatti, Guazzaloca ha commesso “un suicidio politico, e da oggi chiunque abbai intenzione di dare un voto a Guazzaloca deve avere bene presente in testa che di fatto aiuta Delbono e compagni a vincere”, Raisi osa spingersi un po’ più in là, asserendo “come sia ormai chiaro che dietro quest’incidente ci sia una precisa volontà, in primis di non permettere al centrodestra di vincere ne in città, ne in provincia e nemmeno nei quartieri, e poi di come tiri aria di inciucio postelettorale.Non sono infatti una novità i languidi sguardi d’amore che membri del PD di area ex-margherita lanciano ad esponenti dell’UdC, soprattutto nella corsa per la poltrona della Presidenza della Provincia e nella lotta per i quartieri.”
Ormai il dado è tratto, e allo stato maggiore del PdL non resta che sorpassare il rammarico di un accordo che si poteva concludere, ma che non si è concluso per volontà altrui, e guardare innanzi. “La cosa, secondo quanto dice Bignami, sarà possibile attuarla già a breve termine, infatti il Centrodestra e la Lega si presenteranno nei quartieri con un simbolo proprio, svincolato dagli emblemi politici, e chiunque non sia schierato con Guazzaloca o con Delbono, sarà il benvenuto sotto il tetto di questa nuova casa comune che stiamo costruendo.” Berselli ha tenuto a rimarcare come personaggi che hanno fatto una precisa scelta di campo al di fuori del PdL, come nel caso di Caracciolo, non avranno mai più spazio all’interno del partito finche lui stesso sarà presente. A Raisi va infine il plauso e i ringraziamenti, da parte di tutti i colleghi, per essere stato l’unico attore serio in una trattativa animata da clown e pagliacci dal doppio viso.
Enzo Raisi ha giustamente posto il problema relativo ai Quartieri. La legge elettorale che regola l’elezione dei rappresentanti di quartiere, a differenza di quelli del Comune e della Provincia, è maggioritaria a turno unico. Quindi chi esce con la maggioranza, anche relativa, dagli scrutini di fatto vince l’elezione in quel Quartiere. Bologna, e questo non è una novità, ha sempre visto le Liste di sinistra vincere a man bassa, tuttavia nelle ultime decadi in alcune zone della città si è registrata una netta inversione di tendenza. Il quartiere Saragozza, ad esempio, ha registrato durante il mandato dell’ex-Sindaco Giorgio Guazzaloca, la Presidenza del Dott. Alberto Vecchi, esponente di Alleanza Nazionale e ora candidato alle Europee per il Popolo delle Libertà. Allo stato attuale, i sondaggi danno come possibile una vittoria da parte di una coalizione di centrodestra nei quartieri Costa-Saragozza, Porto, e Santo Stefano. Tuttavia la conditio sine qua non perché ciò si attui, è che le forze antagoniste alla sinistra si presentino unite, e non in ordine sparso. Non si comprende quindi che cosa induca Giorgio Guazzaloca a rinunciare ad un cartello elettorale che possa condurre alla vittoria. I margini di trattativa ci sono ancora, anche se il tempo corre inesorabile. Speriamo quindi che l’intesa tanto auspicata da Enzo Raisi, e di cui ne è lui stesso primo promotore, giunga in porto, affinché il 6 giugno prossimo la debacle della sinistra sia piena e totale
Questo è quello che la Corte dei Conti ha scritto nella relazione relativa alla gestione dell'ICE del 2008 L’Istituto nel corso ... »