05 mag 2009

INCONTRO SULLE INFRASTRUTTURE….RAISI C’E’ E SI VEDE

Lascia un commento

In una sala riempita da un’inattesa affluenza, Enzo Raisi ha partecipato al convegno organizzato da Salizzoni sulle infrastrutture cittadine. Ospiti e relatori del convegno lo stesso Salizzoni, Enzo Raisi e Giovanni Crocioni. Purtroppo è mancata la presenza, per un impegno improvviso, di Alfredo Cazzola. Questo imprevisto, tuttavia,  non ha disatteso le aspettative dei convenuti, i quali si sono mostrati attenti ed estremamente interessati  verso un argomento che sebbene cruciale per l’intera comunità, non sempre cattura il profondo interesse dell’opinione pubblica.  Parole come “Project Planning”, “Project Financing” , “Patto di Stabilità” o “PSC”  per chi non è profondamente addentro alle politiche del TPL  (Trasporto Pubblico Locale) , alla mobilità e all’urbanistica risultano astruse e magari un po’ noiose, ma non per il pubblico che era presente al convegno. L’esordio è stato tenuto dall’ottimo e sempre preciso Crocioni, il quale ha fatto il punto sulla situazione disastrosa in cui versa la progettazione urbanistica di Bologna. Senza tralasciare ovviamente le scelte totalmente errate, per non dire inutili, del duo Cofferati-Zamboni sulla  mobilità bolognese. Cosi ad esempio non ha esitato a definire le opere infrastrutturali, fatte o in procinto di divenire tali, come scelte sbagliate di una “vecchia e obsoleta scuola del dirigismo”,e altre quali la Terza corsia dinamica, il CIVIS, la Metrotranvia, e il People Mover, “follie inutili e dannose” nel loro impatto ambientale economico e sociale sul tessuto urbano. E’stata poi la volta dell’inappuntabile Salizzoni, il quale con parole semplici ha descritto quali potranno essere i passi concreti da svolgere nel tentativo di risolvere dl nodo di Rastignano e della Porrettana. Armato si grafici, mappe, e tabelle programmatiche, ha fatto vedere come la soluzione a questi annosi problemi non sia una follia, ma una cosa possibile assolutamente fattibile.

Ultimo relatore è stato Enzo Raisi, ancora caldo del positivo impatto avuto il giorno prima nel dibattito al CNA. Raisi non ha mancato di evidenziare la tragicità dello stato attuale dell’economia bolognese. “La crisi mondiale ha avuto un effetto deflagrante nei confronti dell’imprenditoria bolognese. Per la prima volta, dal dopoguerra ad oggi, Bologna ha dovuto fare ricorso, in maniera massiccia, agli ammortizzatori sociali per potere sopravvivere“. Secondo il deputato del PdL non solo la sinistra ha fallito nel gestire la crisi, ma ha permesso di scoprire e di mettere alla luce come ormai sia morta un vecchia maniera di concepire le soluzioni economiche del comparto bolognese. Il Marketing Territoriale può essere una panacea ai numerosi mali che attanagliano la provincia, ma l’unico con cui questa può  intervenire sono le opere infrastrutturali. Creando le 18 grandi opere infrastrutturali si lega nuovamente una città distaccata dall’evoluzione avvenuta al di fuori dei suoi confini. “Come possiamo concepire una Città della Logistica se facciamo fuggire il transito cargo dall’aeroporto di Bologna? Come si può credere che il traffico merci possa passare dall’Interporto se questi non risulta essere facilmente raggiungibile dal traffico su gomma? Come si ritiene di incrementare e sviluppare l’imprenditoria  della montagna se questa viene totalmente lasciata in balia a se stessa e isolata dal resto del mondo?”. Domande in cui Raisi ha voluto porre l’accento sul fatto che le poche, vecchie risposte della sinistra, non solo sono obsolete, ma anche inadeguate. La ricetta è invece contenuta nei “10 impegni per la Provincia”, programma col quale intende governare la Provincia nei prossimi cinque anni. Proseguendo, ha sottolineato  lo stato di Valencia, città a lui cara, e gemellata a Bologna, ma che rispetto a questa ha saputo vedere il suo potenziale e programmarci sopra uno sviluppo e un crescita impressionanti. Con una sapiente capacità di previsione, il governo locale della città spagnola ha saputo attrarre grandi investimenti stranieri, attraverso manifestazioni come l’America’ Cup o il Motomondiale. Ma per farlo si sono rese necessarie scelte e decisioni che permettessero una sviluppo urbanistico e infrastrutturale come poche altre città hanno avuto negli ultimi decenni. La sinistra di Delbono e della Draghetti si sono mostrate incapaci negli anni scorsi di raccogliere queste sfide, e per questo rappresentano una minaccia per il futuro della città, vista la loro palese intenzione di proseguire a governare nel solco della continuità. Un taglio col passato si rende necessario, e una svolta sarà il primo passo che permetterà a Bologna di risalire quella classifica che, anno dopo anno,  vede le due torri scivolare sempre più in basso.

CONVEGNO SULLE INFRASTRUTTURE

CONVEGNO SULLE INFRASTRUTTURE

Condividi questo articolo

20 apr 2009

QUANDO IL PASSANTE NON FA PASSARE L’ANSIA DELLA DRAGHETTI

Lascia un commento

Come evidenzia l’articolo estratto dal Resto del Carlino, il Passante Nord rappresenta gia un problema, prima ancora che la Giunta Draghetti abbia vinto le elezioni, cosa per nulla scontata, e che si sia insediata a Palazzo Malvezzi.  Da anni la mobilità è stata la questione più spinosa per tutte le giunte che si sono succedute nel capoluogo bolognese, sia sulla sponda della provincia che su quella del comune, poiché infatti, se da un lato un’ala migliorista della sinistra bolognese, propende per una fase evolutiva delle infrastrutture cittadine, quella più massimalista ed estrema, cioè Verdi e Rifondazione Comunista sembra non sentirci da quell’orecchio. Anzi no, qualcosa sente e concorda con i Democratici, vale a dire ciò che rappresenta sempre e soltanto un divieto per i bolognesi. Cosi l’idillio amoroso con l’ala meno estrema dell’Unione si è consumata in questi anni sui blocchi della circolazione, su SIRIO,su Rita, ma quando si è andato a toccare il tasto del Metrò, e del Passante Nord, cosi come gli altri annosi poblemi della mobilità metropolitana (nodo di Rastignano e Casalecchio e allargamento di numerose strade di accesso per Bologna), le risposte sono sempre state picche, al punto di minacciare più volte l’uscita dalla coalizione.

Sintomatica sotto questo punto di vista è la risposta di Vigarani, attuale Consigliere Provinciale dei Verdi, il quale ritiene che la questione Passante Nord sia già stata ampiamente archiviata, e che nessuno del gruppo Verdi-Rifondazione sia pronto a sedersi ad un tavolo per rimettere in discussione il passato in giudicato.

La Draghetti  quindi, attratta come Delbono da un sodalizio con l’ala sinistra della vecchia Unione, al fine di avere una  maggiore possibiltà di rioccupare lo scranno piu alto di Palazzo Malvezzi, tende a restare in silenzio sulla mobilità bolognese, facendo suo un vecchio adagio delle giunte passate, secondo le quali “non esiste un problema mobilità per Bologna“. Ma il suo silenzio non fa altro che aumentare il lamento di chi a Bologna si sente stanco di questo perenne lassismo, e di questi rinvii sine die di ogni soluzioni sul traffico e sulla mobilità metropolitana. Noi vorremmo che la Presidente spiegasse pubblicamente quali sono le sue posizioni sul Passante Nord, che ci dicesse come intende affrontare il nodo della mobilità sul lato pianura, o spera che per non contrariare i suoi nuovi amici rosso-verdi, i bolognesi si piazzino fette di salame davanti agli occhi facendo finta che tutto proceda nel migliore dei modi possibili?

No, noi riteniamo che questa pura cordata di potere di nome Unione, la cui deleteria politica l’abbiamo gia vista, litigiosa sulla maggior parte delle questioni che stanno facendo languire la nostra città e la nostra provincia, non dovrebbe neppure esistere, se il Patrito Democratico avesse ancora un minimo senso etico.

L’ansia la Draghetti non la dovrebbe provare nell’affrontare Raisi, ma nel pensare con chi si troverà a governare la Provincia qualora vincesse, e soprattutto che cosa potrebbe fare, qualora quest’evenienza si realizzasse. Noi crediamo che le questioni resterebbero li sul piatto, senza trovare nessuno che le risolva, ritrovandoci fra cinque anni di nuovo daccapo a discutere sempre di questa pappina cotta e ricotta fino alla nausea.

Agenzia di Comunicazione Bologna

Estratto da pag.4 del Resto del Carlino del 20.04.2009

Estratto da pag.4 del Resto del Carlino del 20.04.2009

Condividi questo articolo