24 apr 2009

GUAZZALOCA DIVIDIT….ET DELBONO IMPERAT

Lascia un commento

Aveva promesso guerra, e guerra sarà per il Senatore Berselli, e per il PdL tutto, contro Giorgio Guazzaloca. La cosa è stata ufficializzata oggi pomeriggio in una conferenza stampa ,in cui lo stato maggiore del Popolo delle Libertà si è riunito per dichiararlo pubblicamente, presso la Sala Stampa del Comune. Dinanzi ai giornalisti, il candidato alla Provincia di Bologna Enzo Raisi, il suo collega deputato Garagnani, il Senatore Berselli e il Consigliere Galeazzo Bignami, hanno illustrato brevemente le tappe convulse che hanno animato i tavoli della politica di questi giorni, al fine di giungere ad un accordo che presentasse unite le forze che sostengono Guazzaloca e quelle del PdL, nella corsa per i Quartieri.  Che tirasse aria di fallimento, vista la quasi certa intenzione di non trattare dell’ex-Sindaco sostenuto dall’UdC , lo si poteva immaginare già da parecchio tempo, ma fino alla fine in casa pidiellina si era auspicato che il senso della Realpolitik prevalesse e si potesse giungere ad un intesa. Il pomo della discordia era costituito dalla volontà di Guazzaloca di partecipare alle elezioni dei parlamentini di quartiere, con liste disgiunte da quelle del Pdl, consegnando di fatto una probabile vittoria alla lista di centrosinistra che sostiene Delbono. “Il dolore maggiore, dichiara Garagnani,  di questa mancata intesa, è dovuto al fatto che il centrodestra, se si fosse presentato compatto, avrebbe avuto serie possibilità di vittoria in quartieri come in Santo Stefano, in Costa-Saragozza, e al Porto, ora invece Delbono vede la vittoria a portata di mano, anche se non ancora certa e sicura.” Raisi ha tenuto a sottolineare come un accordo fosse possibile, e lui, dopo avere ricevuto mandato a trattare da Berselli stesso e da Cazzola, si era prodigato perché ciò fosse fatto.  Dopo un rapido giro di ispezione tra i sostenitori di Guazzaloca  e avere sentito quali fossero le possibili basi di un accordo, si è rimboccato le maniche iniziando a mettere sul piatto della bilancia quanto i guazzalochiani gli stavano chiedendo. Si è esordito pretendendo, dall’incaricato in pectore per le trattative,  che il centrodestra recedesse dall’intenzione di presentarsi con i propri simboli politici (Lega e PdL) o con quelli di Cazzola e la risposta è stata positiva; si è preteso che non venissero fatti accordi sotto banco, e pure qui Raisi si è dimostrato felice di accondiscendere ed accettare; infine si è voluto che la base dell’accordo fosse una riforma dei Quartieri da attuarsi immediatamente il giorno dopo le elezioni, e anche qui la risposta è stata di assenso. A quel punto, come dice Raisi in conferenza, Guazzaloca si è visto obbligato ad accettare, tuttavia dietro si stavano muovendo forze che erano troppo più grandi di lui, e quindi la scelta non dipendeva più dalla sua volontà ma dai suoi manovratori, UdC in testa. Ormai si era compreso che questo matrimonio non s’aveva da fare, e perciò sono iniziate una serie di considerazioni “campate in aria da parte dell’ex-sindaco”, come le definisce Raisi stesso,  nel tentativo di divincolarsi dall’angolo nel quale era finito, e per giustificare il suo no. L’unico effetto è stato quello di fare capire come ci fossero  abili burattinai che stessero tirando i fili di Guazzaloca. Raisi e Berselli non hanno problemi a chiamare le cose per nome e a delineare i contorni di questa farsa messa in atto. Se per il Senatore, infatti, Guazzaloca ha commesso “un suicidio politico, e da oggi chiunque abbai intenzione di dare un voto  a Guazzaloca deve avere bene presente in testa che di fatto aiuta Delbono e compagni a vincere”, Raisi osa spingersi un po’ più in là, asserendo “come sia ormai chiaro che dietro quest’incidente ci sia una precisa volontà, in primis di non permettere al centrodestra di vincere ne in città, ne in provincia e nemmeno nei quartieri, e poi di come tiri aria di inciucio postelettorale. Non sono infatti una novità i languidi sguardi d’amore che membri del PD di area ex-margherita  lanciano ad esponenti dell’UdC, soprattutto nella corsa per la poltrona della Presidenza della Provincia e nella lotta per i quartieri.”

Ormai il dado è tratto, e allo stato maggiore del PdL non resta che sorpassare il rammarico di un accordo che si poteva concludere, ma che non si è concluso per volontà altrui, e guardare innanzi. “La cosa, secondo quanto dice Bignami, sarà possibile attuarla già a breve termine, infatti il Centrodestra e la Lega si presenteranno nei quartieri con un simbolo proprio,  svincolato dagli emblemi politici, e chiunque non sia schierato con Guazzaloca o con Delbono, sarà il benvenuto sotto il tetto di questa nuova casa comune che stiamo costruendo.” Berselli ha tenuto a rimarcare come personaggi che hanno fatto una precisa scelta di campo al di fuori del PdL, come nel caso di Caracciolo, non avranno mai più spazio all’interno del partito finche lui stesso sarà presente. A Raisi va infine il plauso e i ringraziamenti, da parte di tutti i colleghi, per essere stato l’unico attore serio in una trattativa animata da clown e pagliacci dal doppio viso.

Advertising & Design

Condividi questo articolo

19 apr 2009

UN’INTESA PER I QUARTIERI…SI PUO’ E SI DEVE

Lascia un commento

Enzo Raisi ha giustamente posto il problema relativo ai Quartieri. La legge elettorale che regola l’elezione dei rappresentanti di quartiere, a differenza di quelli del Comune e della Provincia, è maggioritaria a turno unico. Quindi chi esce con la maggioranza, anche relativa, dagli scrutini di fatto vince l’elezione in quel Quartiere. Bologna,  e questo non è una novità, ha sempre visto le Liste di sinistra vincere a man bassa, tuttavia nelle ultime decadi in alcune zone della città si è registrata una netta inversione di tendenza.  Il quartiere Saragozza, ad esempio,  ha registrato durante il mandato dell’ex-Sindaco Giorgio Guazzaloca, la Presidenza del Dott. Alberto Vecchi, esponente di Alleanza Nazionale e ora candidato alle Europee per il Popolo delle Libertà. Allo stato attuale, i sondaggi danno come possibile una vittoria da parte di una coalizione di centrodestra nei quartieri Costa-Saragozza, Porto, e Santo Stefano. Tuttavia la conditio sine qua non perché ciò si attui, è che le forze antagoniste alla sinistra si presentino unite, e non in ordine sparso. Non si comprende quindi che cosa induca Giorgio Guazzaloca a rinunciare ad un cartello elettorale che possa condurre alla vittoria. I margini di trattativa ci sono ancora, anche se il tempo corre inesorabile. Speriamo quindi che l’intesa tanto auspicata da Enzo Raisi, e di cui ne è lui stesso primo promotore, giunga in porto, affinché il 6 giugno prossimo la debacle della sinistra sia piena e totale

intervista-raisi-carlino1

Condividi questo articolo

18 apr 2009

LA CONVENTION DI DELBONO PER VARARE L’AMPIA COALIZIONE

Lascia un commento
Estratto da pag 26 de "Il Bologna" del 15.04.2009

Estratti da pag 26 de "Il Bologna" del 15.04.2009

Relativamente alla dichiarazioni rilasciate dal candidato sindaco Flavio Delbono, in merito alle proprie alleanze future in vista delle elezioni del Giugno prossimo, Enzo Raisi ha preso ufficialmente una posizione. Partendo infatti dal presupposto che quanto succede sulla sponda Democratica, candidata al Comune di Bologna, sarà presto o tardi imitata dall’altra in corsa per Palazzo Malvezzi, Raisi ha voluto riflettere su quanto sta capitando ai suoi antagonisti politici.

Del Bono sta facendo un maquillage sapiente alla propria coalizione, visti i sondaggi sfavorevoli, che lo danno ampiamente al di sotto del 50% al primo turno elettorale. In una spasmodica trattativa tenta infatti di inglobare nella sua lista quanto di più diametralmente opposto vi sia nella geometria politica cittadina. Troviamo così riproposta quell’alleanza che in passato ha avuto un nome, l’UNIONE, e che ha ampiamente dimostrato, a livello locale, di essere incapace di gestire le problematiche, ormai improcrastinabili, della città bolognese. Non si vede infatti come l’ala centrista della coalizione, capeggiata dagli ex-Popolari e “margheritini”, possano trovare un punto comune di intesa con Sinistra Radicale. Si teme, infatti, che tutto ciò non sia il primo passo per concertare una piattaforma comune di governo attorno al programma di Delbono, nel caso la coalizione possa giungere alla vittoria il giugno prossimo, ma semplicemente una donchisciottesca sommatoria di percentuali e di “zerivirgola”, di partiti e partitini, alle prossime elezioni, tesa al solo fine di arginare una sconfitta più che probabile, e che porterà all’ingovernabilità.
Troveremo così uniti in un’unica coalizione di governo, personaggi che da un lato appoggiano CIVIS, Metrotranvia e Peolpe Mover, con altri  che invece propendono per una soluzione “cinese” alla mobilità bolognese (cioè niente macchina e tutti in bicicletta!); personaggi che in passato hanno stigmatizzato la durezza e l’inopportunità di Cofferati nell’intervenire contro i clandestini presenti sulle sponde del Reno, e nel Ferrotel, con chi invece l’ha ampiamente appoggiato e sostenuto; tralasciando, inoltre, le concezioni diametralmente opposte in materia di sicurezza, commercio, economia, gangli vitali della vita di Bologna.

In questo scenario, attualmente, brilla il silenzio tenuto dall’attuale Presidente della Provincia Beatrice Draghetti, e siccome crediamo che “Qui tacet consentire videtur”, sappiamo che presto o tardi, dichiarandolo in maniera aperta o nascondendolo in un astratto ed oscuro “trobar clus” politichese, l‘Unione farà la sua magica apparizione anche nella corsa a Palazzo Malvezzi. La cosa drammatica è che la città e la provincia bolognese hanno bisogno di cure reali, che sappiano rilanciare in maniera certa e sicura la dinamiche sociali ed economiche, non di placebo “unionisti” che in passato si sono dimostrate capaci si creare solo litigiosità e problemi, anziché risolverli, e di essere una pura “joint venture” di potere, più che una coalizione di governo cittadino e provinciale.

L’Unione, qualora rinascesse dalle proprie ceneri, come temiamo, anche nella corsa alla carica di Presidente della Provincia, sarebbe un reale problema per la crescita e lo sviluppo di tutto il comparto bolognese.

Condividi questo articolo