20 apr 2009

QUANDO IL PASSANTE NON FA PASSARE L’ANSIA DELLA DRAGHETTI

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Come evidenzia l’articolo estratto dal Resto del Carlino, il Passante Nord rappresenta gia un problema, prima ancora che la Giunta Draghetti abbia vinto le elezioni, cosa per nulla scontata, e che si sia insediata a Palazzo Malvezzi.  Da anni la mobilità è stata la questione più spinosa per tutte le giunte che si sono succedute nel capoluogo bolognese, sia sulla sponda della provincia che su quella del comune, poiché infatti, se da un lato un’ala migliorista della sinistra bolognese, propende per una fase evolutiva delle infrastrutture cittadine, quella più massimalista ed estrema, cioè Verdi e Rifondazione Comunista sembra non sentirci da quell’orecchio. Anzi no, qualcosa sente e concorda con i Democratici, vale a dire ciò che rappresenta sempre e soltanto un divieto per i bolognesi. Cosi l’idillio amoroso con l’ala meno estrema dell’Unione si è consumata in questi anni sui blocchi della circolazione, su SIRIO,su Rita, ma quando si è andato a toccare il tasto del Metrò, e del Passante Nord, cosi come gli altri annosi poblemi della mobilità metropolitana (nodo di Rastignano e Casalecchio e allargamento di numerose strade di accesso per Bologna), le risposte sono sempre state picche, al punto di minacciare più volte l’uscita dalla coalizione.

Sintomatica sotto questo punto di vista è la risposta di Vigarani, attuale Consigliere Provinciale dei Verdi, il quale ritiene che la questione Passante Nord sia già stata ampiamente archiviata, e che nessuno del gruppo Verdi-Rifondazione sia pronto a sedersi ad un tavolo per rimettere in discussione il passato in giudicato.

La Draghetti  quindi, attratta come Delbono da un sodalizio con l’ala sinistra della vecchia Unione, al fine di avere una  maggiore possibiltà di rioccupare lo scranno piu alto di Palazzo Malvezzi, tende a restare in silenzio sulla mobilità bolognese, facendo suo un vecchio adagio delle giunte passate, secondo le quali “non esiste un problema mobilità per Bologna“. Ma il suo silenzio non fa altro che aumentare il lamento di chi a Bologna si sente stanco di questo perenne lassismo, e di questi rinvii sine die di ogni soluzioni sul traffico e sulla mobilità metropolitana. Noi vorremmo che la Presidente spiegasse pubblicamente quali sono le sue posizioni sul Passante Nord, che ci dicesse come intende affrontare il nodo della mobilità sul lato pianura, o spera che per non contrariare i suoi nuovi amici rosso-verdi, i bolognesi si piazzino fette di salame davanti agli occhi facendo finta che tutto proceda nel migliore dei modi possibili?

No, noi riteniamo che questa pura cordata di potere di nome Unione, la cui deleteria politica l’abbiamo gia vista, litigiosa sulla maggior parte delle questioni che stanno facendo languire la nostra città e la nostra provincia, non dovrebbe neppure esistere, se il Patrito Democratico avesse ancora un minimo senso etico.

L’ansia la Draghetti non la dovrebbe provare nell’affrontare Raisi, ma nel pensare con chi si troverà a governare la Provincia qualora vincesse, e soprattutto che cosa potrebbe fare, qualora quest’evenienza si realizzasse. Noi crediamo che le questioni resterebbero li sul piatto, senza trovare nessuno che le risolva, ritrovandoci fra cinque anni di nuovo daccapo a discutere sempre di questa pappina cotta e ricotta fino alla nausea.

Agenzia di Comunicazione Bologna

Estratto da pag.4 del Resto del Carlino del 20.04.2009

Estratto da pag.4 del Resto del Carlino del 20.04.2009

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18 apr 2009

LA CONVENTION DI DELBONO PER VARARE L’AMPIA COALIZIONE

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Estratto da pag 26 de "Il Bologna" del 15.04.2009

Estratti da pag 26 de "Il Bologna" del 15.04.2009

Relativamente alla dichiarazioni rilasciate dal candidato sindaco Flavio Delbono, in merito alle proprie alleanze future in vista delle elezioni del Giugno prossimo, Enzo Raisi ha preso ufficialmente una posizione. Partendo infatti dal presupposto che quanto succede sulla sponda Democratica, candidata al Comune di Bologna, sarà presto o tardi imitata dall’altra in corsa per Palazzo Malvezzi, Raisi ha voluto riflettere su quanto sta capitando ai suoi antagonisti politici.

Del Bono sta facendo un maquillage sapiente alla propria coalizione, visti i sondaggi sfavorevoli, che lo danno ampiamente al di sotto del 50% al primo turno elettorale. In una spasmodica trattativa tenta infatti di inglobare nella sua lista quanto di più diametralmente opposto vi sia nella geometria politica cittadina. Troviamo così riproposta quell’alleanza che in passato ha avuto un nome, l’UNIONE, e che ha ampiamente dimostrato, a livello locale, di essere incapace di gestire le problematiche, ormai improcrastinabili, della città bolognese. Non si vede infatti come l’ala centrista della coalizione, capeggiata dagli ex-Popolari e “margheritini”, possano trovare un punto comune di intesa con Sinistra Radicale. Si teme, infatti, che tutto ciò non sia il primo passo per concertare una piattaforma comune di governo attorno al programma di Delbono, nel caso la coalizione possa giungere alla vittoria il giugno prossimo, ma semplicemente una donchisciottesca sommatoria di percentuali e di “zerivirgola”, di partiti e partitini, alle prossime elezioni, tesa al solo fine di arginare una sconfitta più che probabile, e che porterà all’ingovernabilità.
Troveremo così uniti in un’unica coalizione di governo, personaggi che da un lato appoggiano CIVIS, Metrotranvia e Peolpe Mover, con altri  che invece propendono per una soluzione “cinese” alla mobilità bolognese (cioè niente macchina e tutti in bicicletta!); personaggi che in passato hanno stigmatizzato la durezza e l’inopportunità di Cofferati nell’intervenire contro i clandestini presenti sulle sponde del Reno, e nel Ferrotel, con chi invece l’ha ampiamente appoggiato e sostenuto; tralasciando, inoltre, le concezioni diametralmente opposte in materia di sicurezza, commercio, economia, gangli vitali della vita di Bologna.

In questo scenario, attualmente, brilla il silenzio tenuto dall’attuale Presidente della Provincia Beatrice Draghetti, e siccome crediamo che “Qui tacet consentire videtur”, sappiamo che presto o tardi, dichiarandolo in maniera aperta o nascondendolo in un astratto ed oscuro “trobar clus” politichese, l‘Unione farà la sua magica apparizione anche nella corsa a Palazzo Malvezzi. La cosa drammatica è che la città e la provincia bolognese hanno bisogno di cure reali, che sappiano rilanciare in maniera certa e sicura la dinamiche sociali ed economiche, non di placebo “unionisti” che in passato si sono dimostrate capaci si creare solo litigiosità e problemi, anziché risolverli, e di essere una pura “joint venture” di potere, più che una coalizione di governo cittadino e provinciale.

L’Unione, qualora rinascesse dalle proprie ceneri, come temiamo, anche nella corsa alla carica di Presidente della Provincia, sarebbe un reale problema per la crescita e lo sviluppo di tutto il comparto bolognese.

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